Psicologo L'Aquila, Gardelli,

 


Psicologo L'Aquila - Pescara

 

Fabio Gardelli



Psicologo Clinico e Formatore

Esperto in Programmazione Neurolinguistica Terapeutica Bio-Etica,

Ipnosi Ericksoniana, Ipnosi del Dolore, Iponosi Simbolica e Training Autogeno. 

 

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Le costellazioni sistemiche familiari

La vita dell’uomo è come un dramma messo in scena da diversi attori: Uno, nessuno, centomila come scriveva Pirandello ad esempio, riporta all'immagine che ognuno di noi ha una “maschera attraverso cui risuonano gli dei”. Gli dei nella psiche possono essere visti come stati di coscienza a sé stanti, ricchi di informazioni, stati emotivi e azioni; a volte vengono confusi con patologie e drammi di vita, la cosa che a noi interessa è che rivestono un ruolo fondamentale nella trama espressa dalla società. Negli individui e nelle relazioni fra persone nasce questa opportunità archetipica. Tale opportunità è inserita nella cornice culturale e può essere “liberata” attraverso la società. Le costellazioni rappresentano un mezzo attraverso il quale si può catalizzare il dramma di vita di ognuno di noi, permettendo di elaborare e ri-vivere situazioni, problemi e vissuti che riguardano noi oppure la nostra stirpe.


Cosa sono le costellazioni sistemiche familiari?

Le costellazioni sono un mezzo, uno strumento attraverso il quale si può elaborare in modo rapido e dinamico un problema che ostacola il processo di sviluppo ed evolutivo degli individui. Questa tecnica è una terapia, una psicoterapia e anche un modo creativo e non patologizzante di attraversare in modo concreto e pratico un proprio tema esistenziale. In parole povere è uno strumento di gruppo che attraverso il gruppo stesso produce dei cambiamenti nell’individuo utili allo scioglimento di blocchi o schemi ricorsivi nella vita di chi vuole fare una costellazione.


Chi è il padre delle costellazioni?

La paternità delle costellazioni sistemiche familiari è attribuita a Bert Hellinger, uno psicoterapeuta e scrittore tedesco che ha formalizzato il metodo delle costellazioni applicandolo non solo in ambito psicoterapeutico ma in tutti gli ambiti compreso il lavoro e le organizzazioni.


La costellazione è una tecnica magica?

Non è assolutamente magia, ma è difficile da comprendere attraverso la logica ordinaria o dalle leggi che governano la fisica classica. Si può pensare che questo genere di esperienze “terapeutiche” discendano da terapie antiche migliaia di anni e che in un modo o nell’altro sono arrivate, attraverso un processo di evoluzione culturale, fino ai giorni nostri. Come l’ipnosi che esiste da oltre 10.000 anni anche le costellazioni (anche se in forme diverse) hanno attraversato il tempo e lo spazio. Come sappiamo, dalla storia dell’uomo, ciò che non presenta nessuna utilità pratica viene prontamente scartato dalla natura stessa e dall’evoluzione.

Le costellazioni hanno delle basi scientifiche attraverso il concetto di campo morfogenetico espresso da Rupert Sheldrake. Questo studioso aveva postulato ciò che oggi è scontato per un fisico quantistico, cioè che l’universo intero è collegato da forze e campi energetici che la fisica quantistica oggi sta studiando con cura, trasformando le teorie della vecchia fisica meccanicista. Sheldrake aveva teorizzato che un sistema complesso, come un organismo biologico, può essere studiato e compreso anche soltanto osservando un singolo elemento che lo compone. Sulla base del comportamento dei singoli elementi di un sistema complesso si può prevedere il comportamento dell’aggregato e viceversa. Queste teorie furono applicate dapprima in biologia con lo studio degli stormi di uccelli, della formazione dei cristalli, fino alle molecole proteiche; in seguito si è visto con la teoria olografica che si può considerare l’universo stesso come un ologramma dell’elemento più piccolo in natura.


Ma qui ci addentriamo nella fisica teorica e speculativa, che a fini pratici ci è poco utile e fuorviante. E’ interessante che attraverso queste conoscenze possiamo lavorare con sistemi complessi e creare perturbazioni tali che il sistema stesso possa mutare secondo varie direzioni. Il sistema in questione è l’individuo. Le neuroscienze ci insegnano ormai da oltre 30 anni che l’uomo è un sistema cibernetico in stretta connessione con altri individui con cui mette in atto una comunicazione continua su svariati livelli logici e analogici: comunicazione non verbale, verbale, prossemica, cinesica, aptica, odori, sapori, suoni, campi magnetici, campi elettrici e molti altri ancora non perfettamente misurabili dalla scienza classica.


Cosa sono i campi morfogenetici?

Rupert Sheldrake non avendo le moderne conoscenze di fisica quantistica aveva a suo modo individuato una “forza invisibile” presente in ogni sistema, tale forza non era identificabile solo in un singolo elemento del sistema ma faceva parte del sistema stesso: un sistema che sta dentro ad un altro sistema cui ha in comune il funzionamento stesso, come nel moderno concetto degli oloni e dell’ologramma quantistico.

Quello che Sheldrake definì campo morfico oltre ad essere responsabile dell’organizzazione e funzionamento del sistema complesso possedeva anche una memoria propria (questo concetto può essere ravvisato e ampliato dagli studi sulla risonanza di fase misurabili attraverso la macchina di Tesla e dal concetto di entanglement per quanto riguarda il comportamento a livello sub-atomico).


Sheldrake elabora tre assiomi sulla Causalità Formativa del campo morfico:

  1. I campi morfogenetici sono un tipo di campo non ancora studiato e compreso dalla fisica classica e non potranno mai essere compresi dalla stessa, in quanto occorrono concetti di fisica completamente nuovi (oggi infatti esiste la fisica quantistica);
  2. Nello stesso modo in cui gli organismi o elementi di un sistema complesso evolvono anche il campo stesso ha un principio di evoluzione continua. I campi morfogenetici hanno una storia, in quanto hanno una memoria propria: una risonanza morfica. Ad esempio un elemento di una specie, può attingere alla memoria collettiva della specie sintonizzandosi con i suoi membri passati e a sua volta contribuendo allo sviluppo della specie;
  3. I campi morfogenetici sono a loro volta sistemi complessi all’interno di altri sistemi complessi (atomi, molecole, cellule, tessuti […] persone, società, mondi, universo etcc..). La famiglia di più vasti campi è detta campi morfici, questi sono memorie di influenze all’interno dello spazio tempo, localizzati dentro e intorno a tutti i sistemi che organizzano attraverso le loro informazioni. Essi presiedono all’organizzazione generale dei sistemi, ponendo ordine al caos, inoltre connettono in sé le varie parti dei sistemi che organizzano.

In che modo il campo morfogenetico interagisce con l’uomo?

La teoria dei campi morfogenetici applicata all’uomo si avvale del concetto di inconscio individuale: ciascuno di noi è collegato al campo morfico del pianeta, della specie umana, della popolazione territoriale, della propria identità nazionale, fino al campo morfico della propria famiglia di origine. Questi campi morfici si sono creati ed evoluti nei secoli in seguito agli eventi che sono capitati ai nostri antenati in base alle scelte di vita compiute. Allo stesso tempo possono aver determinato alcuni passaggi della nostra storia familiare e continuare a influire sulla nostra vita personale, creando a volte una routine, un circolo vizioso (o virtuoso) che solo la consapevolezza può sciogliere. Nelle nostre relazioni e nel rapporto con noi stessi oltre alla nostra consapevolezza, al nostro io, ci portiamo dietro le influenze del campo morfico che ci “circonda e attraversa” con tutte le istruzioni comportamentali dei nostri avi.


Come si svolge una costellazione?

Una costellazione si svolge in uno spazio ben delimitato che diventa per l’occasione “il campo”, un luogo sacro in cui verrà svolto il lavoro. Il campo solitamente è delimitato da un gruppo di persone (dalle 20 in su) disposte in cerchio. La persona con cui si lavora, viene posta al centro dell’attenzione del gruppo, apre il suo campo morfogenetico all’interpretazione delle persone che agiranno come rappresentati. Il gruppo quindi avrà la funzione di percezione dell’informazione sottile presente nell’inconscio familiare. Le persone che metteranno in scena la situazione agiranno spontaneamente, ma mosse dalle istruzioni presenti nel campo morfogenetico che in modo reale e concreto dà luogo e forma ad una rappresentazione. Il terapeuta o costellatore svolge un importante funzione di facilitazione delle dinamiche in atto, inoltre, data la sua esperienza e il lavoro personale su di sé, ha il compito di evitare proiezioni e rappresentazioni non collegate al campo da parte dei rappresentanti. E’ importante sottolineare che riveste una certa importanza avere una buona formazione in psicoterapia e costellazioni per evitare che individui rappresentanti mossi da proprie e personali vicende possono “inquinare” il campo. Inoltre di solito il costellatore è un abile interprete della comunicazione non verbale e quindi sa individuare il linguaggio inconscio facilitando quindi i processi evolutivi del sistema morfogenetico in atto.


Perché credere alle costellazioni sistemiche familiari?

Parlare di campi morfogenetici richiederebbe un trattato di fisica quantistica e dovendo appoggiare tali teorie ad altre come quella delle catastrofi, dei sistemi complessi e della cibernetica il discorso diventerebbe astratto e per pochi “addetti ai lavori”. Questo apparente caos informazionale è dovuto al fatto che il campo morfogenetico è ancora e forse lo sarà sempre un terreno inesplorato a cui molte scienze differenti sono giunte per vie alternative aggiungendo un pezzettino al puzzle esplicativo. In ogni caso occorre guardare alle costellazioni in modo clinico e fenomenologico, in quanto è una tecnica psicologica per individui e gruppi. Mi rendo conto che molte delle spiegazioni inerenti argomenti così intricati peccano di presunzione e ricorrono spesso a teorie che possono sembrare dogmatiche, ma per ora sono le uniche informazioni che si hanno sull’argomento. Siamo nel campo dell’inesplorato e dell’esplorabile quindi ognuno di voi è libero di sperimentare e valutare con i propri occhi quanto detto.


Va tenuto presente che in psicologia e psicoterapia esistono molti concetti che non hanno basi scientifiche supportate; ne fanno esempio i concetti di inconscio, inconscio collettivo o anche di energia e campo di cui si avvale anche la teoria stessa delle costellazioni sistemiche familiari. Tali concetti apparentemente dogmatici hanno il solo scopo di rendere “parlabile e pensabile” una tecnica che nasce nella pura pratica e concretezza. E’ una tecnica empirica in quanto, in modo pratico: attraverso delle azioni comportamentali, permette alle persone di ritrovare il benessere e di rendersi consapevoli di cose che prima erano schemi di routine quotidiana. A noi del settore dovrebbe interessare maggiormente se tali esperienze siano utili alle persone che si rivolgono a noi come guide e di cui ci prediamo cura. Il resto sono speculazioni e teorie popperiane da confutare.


                                                                                                                                         Dott. Fabio Gardelli

 

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